Le storie che trovate in questa sezione di Vegetus.Net sono tratte dai Purana che sono stati concepiti per completare la conoscenza vedica, che è molto difficile da capire.

Ci sono diciotto Purana, sei per ciascuna qualità: virtù, passione e ignoranza. Ci sono persone sotto l’influenza di ciascuna di queste tre influenze materiali. Quindi, tutti possono trovare la loro “medicina” per curare le sofferenze della concezione di vita materialistica. Tutti: virtuosi, passionali ed ignoranti.

“Nessuno può capire la natura trascendentale del nome, forma, qualità e passatempi di Krsna attraverso i suoi sensi materialmente contaminati. Solo quando si diventa spiritualmente saturi di trascendentale servizio al Signore, allora il nome, la forma, la qualità e divertimenti del Signore saranno rivelati”. (Padma Purana)

In ogni storia di Ekadasi, sono elencati dei benefici che si ottengono grazie al quel particolare digiuno o comportamento durante ciascuna Ekadasi. In realtà ascoltare o leggere le storie o persino solo conoscere il nome delle varie Ekadasi, porta grandi benefici.

Una volta nella foresta di Namisharanya, si riunirono ottantottomila tra Rishi e Muni.

Ecco una bella storia a questo proposito:

Dopo la grande battaglia del Mahabharata, i saggi ed i santi, consapevoli degli effetti estremi del Kali Yuga, molto preoccupati avvicinarono Brahma per conoscere quale posto potesse rimanere intatto dagli effetti del Kali Yuga. Brahma tirò fuori una ruota sacra (Chakra) e la lanciò sulla Terra dicendo che dove la ruota si fosse fermata, quello sarebbe stato il posto. I saggi seguirono la ruota che si fermò nella foresta di Naimisha. Così, essi stabilirono in quel posto la loro dimora per ulteriore penitenza.

I saggi riuniti domandarono a Suta Gosvami: “Nei prossimi tempi del Kali Yuga, tanto tribolati, in che modo le prossime generazioni potranno sbarazzarsi di tutti i dolori? Siamo tutti ansiosi di sentire da Te.”

A quella domanda Suta Gosvami raccontò per il benessere dell’umanità, delle ventisei Ekadasi. In un anno ci sono dodici mesi e dodici mesi fanno 24 Ekadasi. Tuttavia in un anno bisestile (Purushottama Masa) c’è un mese in più, quindi le Ekadasi salgono a ventisei. Solo ascoltando i nomi delle Ekadasi, tanti peccati sono lavati via.
L’ascolto e la sola lettura del nome, porta benefici, come tutto ciò che a Krishna è legato. I saggi hanno detto che il digiuno garantisce frutti ma anche che Udyapan darà i frutti del digiuno.

Udyapan era strettamente seguito da molte comunità indiane. È il rituale eseguito il giorno della fine formale delle osservanze rituali (Vrata) ma è quasi impraticabile oggi. Ad esempio, per la maggior parte degli Udyapan si chiede di invitare 21 Brahamana e dar loro da mangiare. Quindi oggi le persone svolgono Udyapan secondo la loro capacità. Alcuni invitano un prete e fanno una grande puja con amici, parenti e vicini di casa. In tali puja tutti i riti e le modalità per porre fine alla vrata vengono spiegati dal prete. Alcuni eseguono puja e preghiere e nutrono i poveri in questo giorno. Si visita anche il tempio della divinità a cui l’osservanza rituale era dedicata.

Un altro metodo semplice che sta guadagnando popolarità è quello di invitare una coppia e dar loro da mangiare.

Nella foresta di Namisharanya, venne alla luce il Maha-Purana, ovvero lo Srimad Bhagavatam dove vengono riportati i dialoghi tra gli ottantottomila e Suta Gosvami.

Come scritto nello stesso Bhagavatam, il testo venne redatto dal compilatore dei Veda, Vyasadeva; recitato dal figlio di quest’ultimo, Sukadeva gosvami, sulle rive del Gange, al morente Re Parikshit, viene ascoltato da Suta Gosvami, un celebre rishi che, a sua volta, lo ripete ai saggi riuniti in assemblea nella foresta di Naimisha, vicino al fiume Gomati, insieme al Mahabharatha. Preoccupati dal futuro dell’umanità, i saggi si erano riuniti per compiere dei rituali al fine di ostacolare le influenze della nuova era che proprio allora stava iniziando, il Kali Yuga.
Il racconto ha inizio proprio nel momento in cui Suta arriva nella foresta e costituisce la risposta fornita da Suta alle domande dei rishi sull’essenza della saggezza vedica.

Per il beneficio di tutti, ecco i ventisei nomi di Ekadasi:

01. Utpanna
02. Mokshada
03. Saphala
04. Putrada nel mese di Pausha (Dicembre–Gennaio). Storia uguale a Pavitropana o Pavitra nel mese di Shravana (Luglio–Agosto)
05. Sat-tila
06. Jaya / Bhaimi
07. Vijaya
08. Amalaki
09. Papamochani
10. Kamada
11. Varuthini
12. Mohini
13. Apara
14. Nirjala
15. Yogini
16. Sayana / Padma
17. Kamika
18. Pavitropana o Pavitra nel mese di Shravana (Luglio–Agosto). Storia uguale a Putrada nel mese di Pausha (Dicembre–Gennaio)
19. Aja / Annada
20. Parivartini / Parsva
21. Indira
22. Papankusha
23. Rama
24. Haribhodini / Utthana
25. Adik mas – Padmini
26. Parama

Per le persone guidate dalla virtù, il “succo” dei digiuni di Ekadasi, si riassume nel canto e/o recitazione dei Santi Nomi, come ad esempio:

 

 

E nelle seguenti parole:

Devoto: come pulire il nostro cuore?

Śrīla Bhakti Vaibhava Purī Māhārāja: “Per mezzo della ripetizione dei Nomi potete pulire il vostro cuore. Non c’è altro modo. Ci sono tanti modi per controllare i sensi ma Māhprabhu disse, ‘Solamente attraverso Nāma possiamo farlo.’ Quindi ripetere Nāma giorno e notte, senza conteggiare quante volte lo si fa. Kīrtanīyaḥ sadā hariḥ. Questo controllerà il cuore. Non c’è altra via. Ci sono modi descritti nella Gītā e nel Bhāgavatam ed anche il altri sādhakas che dicono molte cose, ma non c’è altro modo. Dipendere sempre da Nāma. Con tutta la sincerità senza desiderare nulla, senza domandare nulla.

na dhanaṁ na janaṁ na sundarīṁ
kavitāṁ vā jagad-īśa kāmaye
mama janmani-janmanīśvare
bhavatād bhktir ahaitukī tvayi

(Śikṣāṣṭakam 4)

Kṛṣṇa, Ti prego, benedicimi! Non voglio pace mentale, nessun tipo di pace! Voglio solo la Tua misericordia! Non chiedo niente! Non ricchezza, salute, pace, nessun vantaggio! Non c’è egoismo in me. Perché queste cose sono kāmana, se vuoi qualcosa da Lui è kāma. Se vuoi pace, è anche kāma! Se vuoi essere liberato da māyā, questo è ancora kāma! Tutto rientra in kāma. Non pregare per nulla. Ripeti sempre Nāma. Questo distruggerà tutte le cose indesiderabili, questo pulirà il mio cuore. Il mio cuore diverrà puro. La mia mente sarà in ordine e poi godrò della pace. Attraverso Nāma. Niente altro.”

(Sua Divina Grazia Srila Bhakti Vaibhava Puri Goswami Maharaja – Mayapur, 1992

Ekadasi è una parola sanscrita che si riferisce all’undicesimo giorno dei quattordici giorni del mese lunare che è di 29 giorni circa (periodo chiaro e periodo scuro ovvero Luna crescente, Luna calante). Quindi, Ekadasi ricorre due volte in un mese. La caratteristica di Ekadasi, è il digiuno. L’osservanza di Ekadasi non è solamente l’atto del digiuno (benché cosa importante) ma ha altri aspetti profondi. Il digiuno è solo una espressione pratica, un simbolo.

Perché digiunare due volte al mese per Ekadasi?

Perché le Ekadasi sono giorni molto cari a Krishna e perché il Signore Ciaitanya Mahaprabhu chiese a Sua madre di digiunare in quei giorni. Per fare contento Ciaitanya Mahaprabhu, che è Krishna congiunto con la Sua compagna eterna Radharani, digiuniamo o almeno ci asteniamo da alcuni alimenti solo per farLo contento. Senza chiedere nulla in cambio.

Se non si può digiunare, cosa mangiare durante Ekadasi?

• Tutti i tipi di frutta (fresca e secca), tutti i tipi di noci e tutti gli oli derivati

• Patate, zucca, cetriolo, radici, rapanelli, rafano, zucchine, limone, avocado, olive, cocco, grano saraceno, tutti gli zuccheri

• Tutti i prodotti derivati dal latte puro

L’astronomia ci narra delle correlazioni tra il nostro sistema planetario, le stelle, il Cosmo e ci informa che siamo parte di un sistema solare o sistema cosmico. Essere un “sistema” significa essere un “organismo” naturalmente correlato ad altri sistemi, altri organismi. Siamo una parte inseparabile del “sistema”. Non siamo corpi indipendenti, non siamo come un’auto sulla strada che non ha un collegamento organico. Siamo correlati al sistema solare ovvero una grande famiglia di cui il Sole è il capo ed i pianeti i membri. Non possiamo non essere correlati al Sole. Siamo coinvolti dalle leggi operanti in questo sistema solare.

Gli astronomi studiano i movimenti dei pianeti e delle stelle mentre gli astrologi vedici studiano gli effetti prodotti dagli astri, dalle stelle, sul “sistema”. L’osservanza di Ekadasi è correlata all’osservazione delle relazioni che abbiamo con i pianeti e le stelle e le costellazioni. Per questi motivi ci sono orari precisi per interrompere il digiuno di Ekadasi.

Il movimento di una cosa in relazione ad un’altra si chiama “movimento relativo”. Non c’è un pianeta statico. Persino il Sole non è statico. Tutto si muove nell’universo, anche il nostro Sole con tutti i pianeti che gli girano attorno, si muove nell’universo. Ci sono stelle molto più grandi e luminose del “nostro” sole e la cui luce non ci ha ancora raggiunti. Ciascun pianeta, stella, Costellazione, è collegato al “sistema” e non possiamo sfuggire alla loro influenza finché siamo in questo universo.

Si dice che il Sole influenzi la nostra personalità; per questo viene chiamato Atmakaraka. Egli influenza l’anima degli esseri umani. Nel Rig-Veda, il Sole viene identificato come l’anima dell’universo così come l’anima (atma) degli individui. Il Sole è in grado di influenzare tutto l’essere vivente. Egli è quindi Atmakaraka. Karaka è colui che agisce, manipolatore, direttore. Il Sole è importante!

La Luna influenza la mente. La mente è fatta di sostanze materiali perché essa non è spirituale ma materiale. Ad esempio in Omeopatia la medicina consiste in una goccia di medicamento mescolata violentemente con altre centinaia o migliaia di gocce per ottenere una frazione infinitesimale della medicina originale. Questa mistura ha potenza di medicina e quando la sostanza viene ulteriormente diluita diviene ancora più potente. Per questo si dice che l’Omeopatia ci fornisce una “vibrazione aromatica” nel senso che si tratta di un residuo infinitesimale della originale medicina.

Similmente alla medicina Omeopatica, la mente è una porzione infinitesimale della sostanza del nostro cibo, non solo assunto attraverso la bocca ma anche attraverso i sensi i quali contribuiscono a formare la mente e le cose relative alla mente.

La mente è molto, molto sottile ed è formata da tutto ciò che noi assumiamo.

I pianeti influenzano la mente. La Divinità che presiede la mente è la Luna. Ekadasi è particolarmente rilevante nella relazione tra Luna e mente. Siamo fatti dalle influenze, dalle forze dei pianeti. Non siamo indipendenti! Una parte è in relazione all’influenza di un pianeta e un’altra parte all’influenza di un altro pianeta. La Luna influenza la mente.

Come Ekadasi è in relazione al movimento della Luna e della mente?

Noi abbiamo dei centri nel corpo chiamati Chakra i quali non sono altro che centri di energia che “girano” in qualche direzione, come l’acqua scorre in un fiume. Il Chakra è una ruota in movimento circolare. I Chakra non sono fisici ma psicofisici e psicologici, non sono nella mente o nel corpo ma sono nel corpo astrale. La Luna ha una influenza fisica sul corpo e una influenza sui Chakra, influenze che alla fine si riflettono sulla mente.

La mente si muove su e giu attraverso questi Chakra. Quando questa operazione si attua coscientemente, si chiama Yoga. Quando la Luna cresce e cala, la mente viene molto influenzata. Per questo le persone che soffrono di malattie mentali divengono molto disturbate durante i giorni di luna piena e luna nuova.

Non possiamo osservare l’influenza lunare sul pianeta Terra perché la terra è solida ma possiamo osservare questa influenza sugli oceani che sono liquidi. La Luna influenza tutto il pianeta Terra. Il Sole influenza la Luna e la Luna influenza la Terra. Queste influenze quando “incoscienti” ci trasformano in strumenti nelle mani della Natura mentre quando ne siamo coscienti stiamo praticando lo Yoga. Un po’ come camminare da un luogo all’altro volontariamente o involontariamente. I movimenti lunari ci raccontano il movimento della mente attraverso i Chakra.

Ci sono dei vantaggi nel tenere il corpo magro e lo stomaco libero dall’eccesso?

Quando allo stomaco viene dato il compito della digestione, i medici dicono che con l’assunzione di cibo la circolazione sanguigna è accelerata verso gli organi digestivi mentre quella verso il cervello diminuisce tanto che sperimentiamo sonnolenza che compromette le capacità cerebrali. Non ci sono vantaggi nel far lavorare lo stomaco nel giorno dedicato alle pratiche Yoga. Nel giorno di Ekadasi tutte le energie vanno dirottate verso lo Yoga, senza però esagerare e le persone malate o che non possono osservare un digiuno totale, possono mangiare latte e frutta etc.

Dare un po’ di riposo all’organismo almeno due volte al mese, è una scelta assai intelligente soprattutto quando le nostre abitudini di vita sono caratterizzate dall’assunzione di cibo contaminato dalla chimica o dall’inquinamento o perché esageriamo o ancora perché ci cibiamo di alimenti non adatti all’uomo (carne, pesce, uova…). Le cattive abitudini di vita che caratterizzano i giorni prima di Ekadasi, possono essere compensate con il digiuno totale o parziale due volte al mese nei giorni stabiliti dal moto lunare. Ekadasi offre molti vantaggi fisici, astrali e spirituali. Poiché questo giorno è collegato direttamente alla Luna, alla mente, ci sentiamo aiutati nella meditazione e nella contemplazione. In India tutto viene interpretato spiritualmente. I fiumi sono divinità. Le montagne sono divinità. Tutto è santo e collegato con il Divino. Tutto è presieduto da una particolare divinità come ad esempio Gramadevata, Grihadevata, etc. Dio è ovunque. L’idea è che dobbiamo percepire la presenza di Dio in tutto e dappertutto. Nello spazio, nel tempo. In tutto c’è Dio. Il tempo è Dio. Le direzioni sono Dio. Quindi ogni oggetto diviene personificazione di Dio. Questa è la caratteristica dell’India, una caratteristica che ha un profondo significato nella vita.

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