Nella coscienza materiale, non ci si rende conto che il Tempo distrugge tutto ciò che si costruisce con tanta fatica e dolore. Persino il corpo, viene distrutto dal tempo ma chi è vittima dell’illusione, si convince che tutto durerà per sempre.
Diventa vecchio, si ammala e poi muore. La sua fama svanisce e nessuno si ricorda di lui. Con la morte, dovrà lasciare tutto: la famiglia, i figli, le ricchezze accumulate, la proprietà. Tutto!
Si commettono azioni colpevoli ma anche sacrifici con il solo scopo di ottenere soddisfazioni famigliari e sociali, nonostante tali relazioni siano basate sulla ipocrisia e sui giochi di potere e siano temporanee.
Avendo sprecato l’esistenza nella ricerca di ciò che non soddisfa, rinasce in vari corpi nelle forme di vita più disparate finché non ottiene nuovamente la preziosa e rara nascita umana.
Nell’utero materno il bambino non ancora nato è costretto in una posizione scomoda, si nutre del cibo e delle bevande consumate dalla madre e soffre persino per i suoni esterni.
Al settimo mese di gravidanza il bambino diventa cosciente e può ricordare le sue ultime cento vite passate, potendo arrivare a pentirsi degli errori commessi. In questa scomoda situazione, inizia a pregare perché Dio lo liberi da quelle sofferenze, consapevole che dopo la nascita dovrà ricadere nuovamente nella trappola dell’esistenza materiale, costituita dall’illusione di essere il corpo.
Viene alla luce con molto dolore, senza respiro e senza memoria, sporco di sangue, piangendo e strillando.
In seguito, il bambino viene affidato alle cure di persone che non sono in grado di comprendere ciò che lui vuole o di cui ha bisogno, incapace di rifiutare ciò che gli viene dato o fatto ed infatti l’unica cosa che può fare è piangere.
Nella sua infanzia le cose non vanno molto meglio e sperimenta frustrazioni, collera, disperazione e tristezza.
Crescendo sviluppa avidità e lussuria, litiga con altre persone che hanno i suoi stessi difetti e cade sotto il controllo di coloro che sono interessati soltanto al piacere sessuale ed alla soddisfazione del palato e perde la veridicità, il senso di pulizia, la compassione, la serietà, l’intelligenza spirituale, la modestia, l’autocontrollo, il buon nome, la fortuna e le buone occasioni nella vita.
Secondo i Veda, coloro che nella loro vita precedente erano molto attratti dalle donne, rinascono femmine e sviluppano attrazione per gli uomini credendo che il loro scopo nella vita sia trovare un marito che dia una casa, dei figli, bei vestiti ed altri beni.
Insomma, chi si identifica con il corpo materiale è solo una persona sciocca ed è incapace di comprendere la gloria della rinuncia e del distacco di coloro che sono situati sul piano trascendentale. Nemmeno sono in grado di vedere tutti gli esseri viventi con occhio equanime, senza fare discriminazioni basate sul corpo materiale.
La conseguenza di impegnarsi in attività materiali, di non sviluppare una visione unitaria, è la necessità di prendere un corpo sempre diverso. Nascite e morti ripetute, anche sui pianeti superiori, non solo terrestri od inferiori, fin quando non si riallaccia la relazione con Dio.
Le sofferenze degli esseri viventi, la loro ripetuta nascita e morte, sono dovute a reazioni causate dalle loro azioni precedenti e servono a comprendere quanto le questioni di gratificazione dei sensi, successo materiale e possedimenti, siano insignificanti, prive di valore, da evitare.
È certamente vero che impegnandosi in sacrifici ed adorazioni, si ottiene benessere materiale ma è anche vero che il vero scopo dell’esistenza è realizzare che esiste solo Dio. Accettare benessere materiale grazie alle azioni virtuose è come un mendicante al quale un Re concede qualsiasi cosa in carità e chiedergli soltanto un pugno di riso vecchio. Per distruggere il ciclo di nascita e morte è necessario realizzare che non siamo il corpo ed abbandonare la visione non unitaria verso gli esseri viventi.
Per soddisfare i desideri materiali, si entra in un nuovo corpo materiale dopo la morte, dimenticando che non si è né una donna né un uomo ma una pura identità spirituale, esattamente come lo è Dio.

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