Essendo il primo essere apparso nell’Universo, Brahma doveva dar vita ad una progènie. Brahma generò quindi i suoi primi quattro figli conosciuti come “i Kumara” e si aspettava che loro procreassero. Così non avvenne. Anzi, i quattro, essendo stati i primi ad apparire, vollero mantenere un aspetto infantile per non essere considerati più anziani degli altri.

Un giorno, i quattro Kumara si recarono dal Signore Vishnu ma giunti all’ultima tappa, incontrarono due sorveglianti: Jaya e Vijaya. I due guardiani di porta, trovandosi davanti quattro bambini, impedirono loro l’ingresso alla residenza del Signore Vishnu.
I quattro saggi evidenziarono come la mentalità dei due guardiani di porta discriminasse in base all’aspetto, fosse molto ristretta e degna del mondo materiale, non del mondo spirituale. Per questo motivo dissero a Jaya e Vijaya che molto presto sarebbero finiti nel mondo materiale dove la mentalità è quella di vedere le differenze e dare valore diverso a tutto.
Vishnu si dichiarò d’accordo con la punizione inflitta dai quattro Kumara ma chiese ai quattro saggi di permettere che dopo aver espiato il loro errore nascendo nel mondo materiale, Jaya e Vijaya potessero ritornare nel mondo spirituale.
I Kumara, riconoscendo che tutto accade per il piano del Signore, si resero conto che il comportamento dei due guardiani di porta e la loro conseguente maledizione, altro non era che un piano Divino.
Il Signore Vishnu chiese quindi a Jaya e Vijaya, cosa volessero fare: nascere tre volte come demoni o sette volte come suoi amici.
Jaya e Vijaya volevano tornare indietro in fretta ed accettarono quindi di nascere come fratelli gemelli, nemici di Vishnu. Alla nascita presero il nome di Hiranyaksha e Hiranyakasipu. Nacquero già adulti e con corpi potenti, quindi non temevano nulla e nessuno tanto che non riuscivano a trovare un rivale che potesse combattere la loro forza. Alla fine, Hiranyaksha venne convinto a cercare Vishnu, l’Essere Supremo e più potente e combattere con lui. Ma perse la vita in combattimento.

Chi si reca in chiesa per pregare ma non percepisce l’Anima Suprema nel cuore di ogni essere, è un ignorante. L’Anima Suprema è imparziale, tuttavia fa nascere estrema paura della morte nel cuore delle persone che vedono differenze tra sé e gli altri esseri viventi. Una tale persona non si rende conto che il Tempo tutto distrugge ma è convinto che la loro vita attuale durerà per sempre.
Dobbiamo porci delle domande e dobbiamo cercare le risposte alle nostre domande. Non dobbiamo accettare la prima risposta che ci capita ma usare l’intuizione e tutta la nostra intelligenza per verificare attentamente ciascuna delle possibili risposte.
Sappiamo per esperienza che tutti muoiono, tuttavia continuiamo a vivere come se non dovessimo morire mai. Anzi, abbiamo paura di morire e facciamo di tutto per dimenticare la morte, pensando che:

“tanto a me non tocca. Un giorno forse morirò anche io ma non ora, non oggi, non ci voglio pensare. Io non voglio morire!”

Quindi ecco che si fa qualsiasi cosa per non morire e lo si fa anche a scapito della vita altrui.
Quali sono le differenze tra colui che tratta tutti gli esseri viventi considerando la loro natura spirituale e colui che invece non è interessato a conquistare una visione unitaria? Perché abbiamo paura di morire? Non siamo mai morti, giusto? Perché allora temiamo la morte? Da dove entra nel nostro cuore la paura di morire?
Secondo i Veda è la manifestazione della Divinità presente in tutti che fa nascere la paura di morire nei cuori di coloro che si ostinano a vedere differenze tra sé e gli altri, che sopprimono o tiranneggiano per garantirsi la sopravvivenza, che pensano alle piante, animali, insetti, pesci… come inferiori, quindi sopprimibili.
La conoscenza vedica tramanda che la radice è Dio. Tutto discende da Dio: intelligenza, attitudini, tutto! Non esiste nulla all’infuori di Dio. Nulla!

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