Yudhishthira Maharaja chiese al Signore Krishna:

(Yudhishthira Maharaja): “Come si chiama la Ekadasi che ricorre durante la quindicina chiara (shukla paksha) del mese di Bhadrapada (Agosto-Settembre)? Quale la Divinità da adorare per questa Ekadasi e quale merito si ottiene osservandola? Gentilmente rivelami tutto questo, mio Signore.”

La Suprema Personalità di Dio, il Signore Krishna, così rispose al Suo devoto:

(Krishna aYudhishthira Maharaja): “Questa Ekadasi, Oh Yudhishthira, è chiamata Vamana Ekadasi, conferisce grandi meriti e anche la liberazione finale dai legami con la materia. E’ anche chiamata Jayanti Ekadasi, perché cancella tutte le reazioni del peccato. Semplicemente ascoltando le sue glorie ci si libera da ogni cattiva azione passata. Questo digiuno è così propizio che osservandolo si ottiene lo stesso merito conferito dalla celebrazione di un sacrificio del cavallo. Non esiste Ekadasi migliore, per la facilità con cui conferisce la liberazione. Così, chi desidera davvero la libertà dal mondo materiale, deve digiunare in Vamana Ekadasi.
Poiché rimuove tutte le reazioni negative, è anche chiamata Jayanti Ekadasi.
Solo per ascoltare le sue glorie, ci si libera da ogni cattiva azione passata. Questo digiuno è così propizio che osservandolo si ottiene lo stesso merito conferito dalla celebrazione di un sacrificio del cavallo. Non esiste Ekadasi migliore, perché concede la liberazione molto facilmente. Chi desidera davvero la libertà dalle punizioni inflitte dal mondo materiale, deve digiunare in Vamana Ekadasi.

Durante l’osservanza di questo sacro digiuno, il Vaishnava dovrebbe affettuosamente adorare il Signore Supremo nella Sua forma di Vamanadeva, l’avatara nano, i cui occhi sono simili ai petali del loto. Così facendo, egli adora anche tutte le altre divinità, compresi Brahma, Visnu e Siva ed al momento della morte, senza dubbio raggiunge la dimora del Signore Harì. In tutti i tre mondi non c’è digiuno più importante da osservare. Il motivo per cui questa Ekadasi è così propizia è che essa celebra il giorno in cui il Signore Vishnu, nel sonno Si volta dall’altra parte. Per questo è conosciuta anche come Parivartini Ekadasi.”

Allora Maharaja Yudhishthira chiese al Signore:

(Yudhishthira Maharaja a Krishna): “Oh Janardana, Ti prego, chiarisci questa cosa: Come è possibile che il Signore Supremo dorma e poi Si giri dall’altra parte? O Signore, quando Tu dormi, che accade a tutti gli esseri viventi? Ti prego, dimmi anche in che modo Tu hai catturato il re dei demoni, Bali Daityaraj (Bali Maharaja) e anche come sia possibile soddisfare i brahmana. In che modo si osserva il Caturmasya di cui parli nel Bhavishya Purana (Chaturmasya-mahatmya)? Ti prego, sii misericordioso con me e rispondi a queste domande.”

Dio, la Persona Suprema, Krishna, rispose:

(Krishna a Yudhishthira Maharaja): “Oh Yudhisthira, leone tra i Re, con gioia ti racconterò un fatto storico che sradica per chi lo ascolta, tutte le reazioni del peccato.
Nel Treta-yuga viveva un Re di nome Bali. Benchè fosse nato in una dinastia di demoni (daityas), Mi era molto devoto. Mi cantava molti inni vedici e compiva il rito dell’homa solo per la Mia soddisfazione. Rispettava i brahmana nati due volte e li impegnava ogni giorno nel compimento di sacrifici. Questa grande anima, però, ebbe un contrasto con Indra e alla fine lo sconfisse in battaglia. Bali s’impadronì di tutto il regno celeste, che Io stesso avevo affidato a Indra. Per questo Indra e tutti gli altri deva, insieme a molti grandi saggi, vennero da Me a lamentarsi di Bali Maharaja. Chinando la testa a terra e offerendo molte sacre preghiere tratte dai Veda, Mi adorarono insieme al loro maestro spirituale, Brhaspati. Così ho accettato di apparire per loro conto come il nano Vamanadeva, la Mia quinta incarnazione.”

Il re Yudhisthira chiese:

(Yudhishthira Maharaja a Krishna): “Oh Signore, come Ti è stato possibile, con il corpo di un Brahamana nano, sconfiggere un demone così potente? Ti prego, spiegamelo chiaramente, perché io sono un Tuo fedele devoto.”
Il Signore Supremo, Sri Krsna, rispose:

(Krishna a Yudhishthira Maharaja): “Benchè nano, ero un brahmana e avvicinai il pio Re Bali Maharaja per chiedergli in carità della terra. Dissi:

(Krishna a Bali Maharaja) “Oh Daityraj Bali, per favore, damMi soltanto tre passi di terra in carità. Per Me, un pezzetto di terra così piccolo vale quanto tutti i tre mondi.”

(Krishna a Yudhishthira Maharaja): “Bali accettò di soddisfare la Mia richiesta senza pensarci troppo, ma non appena ebbe giurato di darMi la terra, il Mio corpo cominciò ad espandersi in una gigantesca forma trascendentale. I Miei piedi coprivano la Terra intera, le Mie gambe tutta Bhuvarloka, la Mia vita i paradisi Swarga, il Mio stomaco copriva Maharloka, il Mio petto Janaloka, il Mio collo Tapoloka, e la Mia testa ed il Mio volto Satyaloka. Tutta la creazione materiale fu coperta. In verità, tutti i pianeti dell’universo, compresi il sole e la luna, furono inglobati dalla Mia gigantesca forma.
Vedendo questo Mio stupefacente gioco, tutti gli dei, compresi Indra e Shesha, il re dei serpenti, iniziarono a cantare inni Vedici e ad offrirMi preghiere. Allora presi Bali per mano e gli dissi:

(Krishna a Bali Maharaja): “Tu che sei senza peccato, Io ho coperto la Terra intera con un solo passo e con il secondo tutti i pianeti celesti. Ora, dove appoggerò il Mio piede per misurare il terzo passo di terra che Mi hai promesso?

(Krishna a Yudhishthira Maharaja): “A queste parole, Bali Maharaja umilmente si inchinò e Mi offrì la sua testa per compiere il Mio terzo passo. Oh Yudhishthira, Io posi il piede sulla sua testa, e lo spinsi giù fino a Patalaloka. Vedendolo così umile, Mi sentiì molto soddisfatto di lui, e dissi a Bali che da quel momento avei sempre abitato nel suo palazzo. Poi, nel giorno di Parivartini Ekadasi, che ricorre durante la luna crescente del mese di Bhadra (Agosto-Settembre), Bali, il figlio di Virochana, nipote di Prahlad, installò una forma della Mia Divinità nella sua dimora.
Oh Re, fino al giorno di Haribodhini Ekadasi, che ricorre durante la luna crescente del mese di kartika, Io continuo a dormire nell’oceano di latte. I meriti che si possono accumulare durante questo periodo sono particolarmente potenti, perciò bisogna osservare Parivartini Ekadasi con attenzione. In verità, questa Ekadasi ha un particolare potere di purificazione, e spazza via tutte le reazioni del peccato. In questo giorno il fedele devoto dovrebbe adorare il Signore Trivikrama, Vamanadeva, che è il padre supremo, perché in questo giorno Io Mi volto nel sonno per dormire dall’altra Mia parte.
Se possibile, in questo giorno bisognerebbe offrire a una persona qualificata del riso mischiato a yogurt come anche dell’argento e poi rimanere svegli per tutta la notte. Questa semplice osservanza libera l’anima da trutti i condizionamenti materiali. Chi osserva questa sacra Paravartini Ekadasi nel modo che ti ho descritto, sicuramente otterrà ogni tipo di felicità in questo mondo e il regno di Dio nel prossimo. Chi semplicemente ascolta questo racconto con devozione, raggiungerà la dimora degli dei, dove brillerà come la luna stessa, tanto potente è l’osservanza di questa Ekadasi. In verità, questa osservanza è potente quanto la celebrazione di mille sacrifici del cavallo.”

Così termina la narrazione delle glorie di Parsva Ekadasi o Parivartini Ekadasi o Vamana Ekadasi o Jayanti Ekadasi, che ricorre durante la luna crescente nel mese di Bhadrapada, tratta dal Brahma-vaivarta Purana.

NOTA: Per questa Ekadasi si digiuna fino a mezzogiorno (assumendo Prasadam di Ekadasi) perché il giorno dopo ricorre l’apparizione del Signore Vamanadeva (Vamana Dvadasi) che si osserva digiunando nuovamente fino a mezzogiorno e cantando giri supplementari del Mahamantra Hare Krishna, pregando il Signore per il Suo rifugio, la Sua protezione. Interrompere il digiuno per Parsva Ekadasi con il Mahaprasadam della gioiosa celebrazione della festa per l’apparizione del Signore Vamanadeva!

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